In breve
Ogni scheda è un incendio di una certa estensione avvenuto dal 2016 in poi. Parte da un perimetro di area bruciata pubblicato da un servizio pubblico (Copernicus in Europa e nel resto del mondo, enti ufficiali negli Stati Uniti e in Canada), vi aggiunge i punti di calore rilevati dai satelliti VIIRS della NASA, lo incrocia con i comuni del paese e ricostruisce il meteo con la rianalisi ERA5.
Nessuno controlla le schede una per una: sono regole automatiche, uguali per tutti gli incendi, che correggiamo quando troviamo errori. Le cifre sono misure da satellite e possono differire dalle statistiche ufficiali.
Il database oggi
- Schede che entrano nei totali
- 130.798
- Schede provvisorie (solo punti di calore)
- 455
- Abbruciamenti classificati (non conteggiati)
- 1.178
- Schede con date corrette dai punti di calore
- 26.300
- Schede verificate con la stampa
- 340
- Celle di ~2 km segnate come fonte fissa
- 2.877
- Perimetri archiviati, per fonte
- EFFIS 109.051GWIS 1.167.040MTBS 7.289NIFC WFIGS 875NBAC 1.992
- Abbinamenti con registri ufficiali
- 1.453 concordanti · 1.435 vicini · 786 scartati
Da dove vengono i perimetri
Il perimetro è il contorno della zona bruciata, ed è da qui che si ricava la superficie della scheda. A seconda della regione, proviene da una fonte diversa:
- Europa, Maghreb e Medio Oriente: EFFIS (European Forest Fire Information System, Copernicus), che traccia l’area bruciata su immagini satellitari. Copre 43 paesi e non ha nulla prima del 2016.
- Resto del mondo (America Latina, Asia, Africa e Oceania): GWIS (Global Wildfire Information System, Copernicus). I suoi poligoni sono ricostruiti a partire dai punti di calore MODIS e VIIRS, non misurati su immagine, e arrivano con circa 4 ore di ritardo. Se un poligono contiene pezzi a migliaia di chilometri di distanza, teniamo solo quelli a meno di 2 gradi dal più grande.
- Stati Uniti: perimetri ufficiali di pubblico dominio. Per gli anni chiusi, MTBS (Servizio geologico e Servizio forestale degli Stati Uniti), che arriva con uno o due anni di ritardo; per gli anni che MTBS non ha ancora, WFIGS del NIFC, un perimetro per evento.
- Canada: NBAC del CWFIS (Natural Resources Canada) per gli anni chiusi e GWIS per la stagione in corso.
I fuochi prescritti che MTBS, WFIGS o NBAC segnalano come tali non hanno una scheda: non sono incendi.
Quali incendi hanno una scheda
Hanno una scheda solo gli incendi sopra una soglia di superficie che fissiamo paese per paese (paises.min_ha) e che non scende mai sotto i 100 ha. Dove il perimetro è di GWIS la soglia è più alta, da 200 a 5.000 ha a seconda del paese: in Amazzonia, nel Chaco o nella savana africana ogni anno bruciano migliaia di fuochi agricoli che supererebbero la soglia europea e riempirebbero la mappa di macchie che non sono incendi boschivi.
Se alziamo la soglia di un paese, le schede che restano sotto vengono ritirate, tranne quelle con un nome proprio assegnato a mano. Gli incendi più piccoli contano nelle serie ufficiali annuali di ogni paese, ma non negli elenchi né nelle somme delle schede.
Fonte del perimetro e soglia di ogni paese
| Fonte | Scheda da | Paesi |
|---|---|---|
| EFFIS (misurato su immagine) | 100 ha | Albania, Algeria, Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Kosovo, Lettonia, Libano, Libia, Lituania, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Serbia, Siria, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Territori Palestinesi, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria (44) |
| MTBS e NIFC WFIGS (ufficiale) | 400 ha | Stati Uniti (1) |
| NBAC (ufficiale) e GWIS nella stagione in corso | 1.000 ha | Canada (1) |
| GWIS (ricostruito dai punti di calore) | 200 ha | Giappone (1) |
| 300 ha | Armenia, Corea del Sud, Georgia, Kirghizistan, Nuova Zelanda (5) | |
| 500 ha | Azerbaigian, Malaysia (2) | |
| 1.000 ha | Arabia Saudita, Belize, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Cile, Cina, Costa d’Avorio, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Egitto, El Salvador, Eritrea, Eswatini, Filippine, Gabon, Gambia, Guatemala, Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, Iran, Iraq, Kenya, Lesotho, Liberia, Malawi, Mauritania, Nicaragua, Niger, Pakistan, Panama, Perù, Portorico, Repubblica del Congo, Repubblica Dominicana, Ruanda, Sierra Leone, Somalia, Suriname, Thailandia, Togo, Uganda, Uruguay, Uzbekistan, Vietnam, Zimbabwe (51) | |
| 1.500 ha | Argentina, Colombia, Indonesia, Messico, Paraguay, Venezuela (6) | |
| 2.000 ha | Botswana, Cambogia, Ciad, Etiopia, Ghana, Guinea, Laos, Madagascar, Mali, Mongolia, Myanmar, Namibia, Nepal, Nigeria, Senegal, Sudafrica, Sudan (17) | |
| 3.000 ha | Bolivia, Brasile, Kazakistan, Mozambico, Russia, Tanzania, Zambia (7) | |
| 5.000 ha | Angola, Australia, India, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan (6) |
Come i perimetri vengono raggruppati in una scheda
Un grande incendio può arrivare spezzato in più poligoni, cartografati in giorni diversi. Li riuniamo in tre passaggi:
- Due perimetri sono lo stesso incendio se i loro rettangoli di ingombro si sovrappongono per almeno il 50% del più piccolo e le loro date si incrociano con un margine di 4 giorni.
- Poi due gruppi con date a meno di 3 giorni di distanza e geometrie che si toccano (a meno di circa 100 m) vengono fusi, a meno che l’insieme non superi i 75 km di lato: così gli incendi che si toccano lungo un intero comprensorio non si concatenano in uno solo.
- Infine, riuniamo a mano le coppie di perimetri che la stampa o un registro ufficiale indicano come lo stesso incendio, anche se sono separati.
Il nome della scheda è quello del comune in cui l’incendio è partito: quello che contiene il centro dei punti di calore del primo passaggio del satellite (le prime tre ore). Se non ci sono punti di calore, è il comune che EFFIS assegna al perimetro più grande e, in mancanza anche di questo, il comune con più ettari bruciati. Una scheda già pubblicata cambia nome solo se il suo comune non è più tra quelli colpiti o se il nuovo ha bruciato prima. Se la stampa o un registro ufficiale le danno un altro nome (Sierra de la Culebra, Park Fire), prevale quello, e i vecchi indirizzi rimandano al nuovo.
Come si correggono le date con i punti di calore
Le date di partenza sono quelle del perimetro, che a volte sono sfasate di qualche giorno. Le correggiamo con i punti di calore VIIRS, ma solo con quelli che cadono dentro il perimetro o a meno di 1 km da esso:
- Si cercano punti di calore fino a 7 giorni prima dell’inizio e 7 giorni dopo la fine del perimetro.
- Le date si allargano giorno per giorno, all’indietro e in avanti, finché non ci sono vuoti di più di 2 giorni senza punti di calore, e mai oltre 7 giorni rispetto a quelle del perimetro.
- I perimetri senza data di fine (MTBS e WFIGS) vengono seguiti con i punti di calore interni fino a 150 giorni; l’incendio finisce al primo vuoto di più di 10 giorni senza punti di calore.
Quando i punti di calore spostano le date, la scheda lo segnala e riporta anche quelle del perimetro. Un punto di calore isolato di un altro fuoco, che cade dentro il rettangolo ma fuori dal perimetro, non sposta nulla.
Per le cifre della scheda (numero di punti di calore, potenza radiativa o FRP) contiamo solo i punti di Suomi-NPP, il satellite con cui è stato costruito lo storico: da settembre 2026 riceviamo anche NOAA-20 e NOAA-21 e, sommati, moltiplicavano per più di due il numero di punti di calore. Dal 28 aprile al 2 giugno 2026 Suomi-NPP non ha dati e quel periodo viene conteggiato con NOAA-20, che porta lo stesso sensore sulla stessa orbita. Tutti e tre i satelliti servono invece per le date e per capire se un incendio è ancora attivo.
Una scheda è attiva se ci sono punti di calore nelle ultime 48 ore, e «in corso» se l’ultimo risale a meno di 12 ore prima. La data di fine è l’ultimo giorno con punti di calore o quella del perimetro: non è lo spegnimento ufficiale, che indichiamo solo quando lo pubblica un registro ufficiale.
Schede provvisorie a partire dai punti di calore
Copernicus impiega giorni a pubblicare il perimetro. Nel frattempo, se i punti di calore lo giustificano, creiamo una scheda provvisoria:
- I punti di calore degli ultimi giorni vengono raggruppati in celle di circa 5 km unite alle vicine, e un gruppo si interrompe se passano più di 2 giorni senza punti di calore.
- Dà origine a una scheda solo un gruppo con 8 punti di calore e 400 MW di potenza cumulata, oppure con 1,5 km² in fiamme (pixel distinti da 375 m, circa 14 ha ciascuno).
- Fuori dall’Europa, la superficie stimata deve inoltre superare la soglia del paese.
- Un gruppo di oltre mezzo grado di lato viene suddiviso di nuovo in base alla densità dei punti di calore (nella savana bruciano migliaia di punti isolati contemporaneamente), e uno che attraversa un confine viene diviso per paese.
La superficie di una scheda provvisoria è una stima (pixel in fiamme per 14 ha) ed è indicata con «≈». Queste schede non entrano nei totali. Quando arriva il perimetro, è la stessa scheda a riceverlo, e mantiene il suo indirizzo.
Torce, vulcani e industria
Le torce di gas, i vulcani, le acciaierie o le miniere producono punti di calore tutto l’anno, e GWIS arriva a disegnarli come incendi di centinaia di giorni. Li escludiamo con due strumenti:
- Celle fisse: una cella di 0,02 gradi (circa 2 km) è una fonte fissa se nello stesso anno ha avuto fuoco in 6 mesi diversi e per 15 giorni o più, oppure se FIRMS (NASA) ha classificato i suoi punti di calore come vulcano, fonte fissa terrestre o in mare aperto per 10 giorni o più.
- Perimetri di GWIS: un perimetro è una fonte fissa se almeno la metà dei suoi punti di calore VIIRS è di quei tipi o cade in celle fisse, a meno che non abbia 500 o più punti di vegetazione lontani da qualsiasi cella fissa (un incendio vero accanto a una torcia). Senza punti di calore, decidono la cella centrale e le sue vicine se il perimetro dura 30 giorni o più.
- Verifica manuale: quando una scheda solo di GWIS ha più del 15 % del perimetro edificato, la verifichiamo; se si tratta di un’acciaieria, un cementificio, una raffineria o una centrale elettrica, le sue celle diventano fonti fisse anche se non raggiungono le soglie indicate sopra, e la scheda viene ritirata.
I perimetri di fonti fisse non danno origine a schede, e nemmeno si creano schede provvisorie sopra di essi. Le schede ritirate per questo motivo rispondono «410 Gone»: così si sa che sono esistite e perché non ci sono più.
Abbruciamenti che non entrano nei totali
Alcune schede non sono incendi boschivi ma abbruciamenti di vegetazione che si ripetono ogni anno. Li segnaliamo con una classe: compaiono negli elenchi con la loro etichetta e non entrano nei totali, nelle classifiche né negli elenchi dei maggiori incendi:
- Canneto: abbruciamenti di canna nel delta del Danubio (Romania e raion di Kiliia, in Ucraina), con almeno l’80% della scheda nei comuni del delta.
- Pastorale: fuochi pastorali (écobuage) nei Pirenei francesi, da novembre ad aprile e senza registrazione nella BDIFF, la banca dati ufficiale degli incendi boschivi della Francia.
- Queimada: abbruciamenti invernali di pascolo nel nord del Portogallo, da novembre ad aprile e senza registrazione presso l’ICNF.
- Brughiera: abbruciamenti di erica e pascoli montani nel Regno Unito e in Irlanda durante la stagione degli abbruciamenti, con meno del 25% di bosco, meno di 1.500 ha e nessun nome sulla stampa.
- Stoppie: abbruciamenti di stoppie o di prato in Ucraina, solo prima dell’invasione del 24 febbraio 2022, tra febbraio e aprile o tra settembre e novembre, con meno del 25% di bosco e fuori dalla zona di esclusione di Černobyl’.
- Prescritto: fuoco prescritto negli Stati Uniti o in Canada, quando lo dice la fonte stessa.
- Agricolo: abbruciamenti di stoppie o paglia che GWIS unisce in un unico perimetro (India settentrionale, Punjab, Cina nord-orientale), verificati a mano uno per uno quando il perimetro cade su terreni coltivati densamente popolati e nella stagione degli abbruciamenti dopo il raccolto.
Le classi brughiera, stoppie e queimada sono una nostra ipotesi basata sulla stagione, sul terreno e sull’assenza di un registro ufficiale, e la scheda lo dichiara. Sotto ogni totale, una nota indica quante schede restano escluse.
Incrocio con i comuni
Ogni perimetro viene incrociato con le suddivisioni amministrative più fini che abbiamo per il paese (comuni, freguesias, contee, distretti). Per ciascuna calcoliamo gli ettari bruciati al suo interno, quale quota della sua superficie rappresentano (al massimo il 100%), il primo giorno in cui è arrivato il fuoco e quanti punti di calore vi sono caduti. Misuriamo anche la distanza del centro abitato (il suo punto su Wikidata) dal perimetro.
Nelle schede provvisorie, senza perimetro, la ripartizione si fa con i pixel in fiamme di ciascun comune.
I confini vengono da geoBoundaries, dai COD-AB dell’OCHA, dalla CAOP del Portogallo o da OpenStreetMap, a seconda del paese, e sono usati in forma semplificata. Per questo la somma dei comuni può non coincidere del tutto con il perimetro: sulla costa, ai confini o dove il limite semplificato taglia un pezzo.
Persone ed edifici dentro il perimetro
Per ogni scheda con perimetro sommiamo la superficie edificata e la popolazione residente che si trovavano al suo interno, con il Global Human Settlement Layer (GHSL) del Centro comune di ricerca della Commissione europea: GHS-BUILT-S (metri quadrati edificati per cella) e GHS-POP (abitanti per cella), versione R2023A, su celle di 100 m.
- Usiamo l'epoca GHSL più vicina all'anno dell'incendio: 2015 per il 2016 e il 2017, 2020 dal 2018 al 2022 e 2025 dal 2023. L'epoca 2025 è una proiezione del JRC fatta con i dati del 2020 e precedenti.
- I perimetri di una scheda vengono uniti prima del conteggio, quindi le sovrapposizioni non contano due volte, e ogni cella pesa per la parte che cade all'interno.
- Le cifre sono arrotondate e sotto le 20 persone diciamo che non ci viveva quasi nessuno.
È una stima di ciò che c'era dentro il perimetro, non di ciò che è bruciato: il perimetro include zone non bruciate, GHSL distribuisce la popolazione dei censimenti tra gli edifici visti dal satellite e non sa quali case sono rimaste in piedi. Per questo non facciamo classifiche di case bruciate.
Registri ufficiali
Dove un ente pubblica i suoi incendi uno per uno, incrociamo ogni scheda con quei registri:
- Un record è candidato se è iniziato tra 5 giorni prima dell’inizio della scheda e il suo ultimo giorno, e il suo punto di innesco cade dentro il perimetro o a meno di circa 2 km. Nelle fonti senza coordinate, il suo comune deve essere tra quelli toccati dalla scheda.
- I record sotto i 5 ha non contano, e ogni record va a una sola scheda: la più vicina per distanza, data e superficie.
- Se più record cadono nello stesso perimetro (un complesso di incendi), si sommano.
Poi confrontiamo la superficie ufficiale con quella del perimetro:
- Concordante: la maggiore delle due non supera 1,25 volte la minore. Viene pubblicata nella scheda, nelle sue domande frequenti e nei suoi dati strutturati.
- Vicino: fino a 3 volte. Viene pubblicata come «registri vicini», con riserva e fuori dalle domande frequenti.
- Scartato: oltre 3 volte. Non viene pubblicata; la usiamo per controllare la qualità.
Quando il record riporta l’ora di rilevamento o la data di spegnimento, la scheda le indica citando la fonte. L’ultimo giorno con punti di calore non viene sostituito dallo spegnimento ufficiale: non significano la stessa cosa.
Registri ufficiali con cui incrociamo i dati
- ICNF (Instituto da Conservação da Natureza e das Florestas) · registro operativo
- Τμήμα Δασών (Departamento de Bosques de Chipre), catálogo de incendios forestales · statistica consolidata
- BDIFF (Base de Données sur les Incendies de Forêts en France) · statistica consolidata
- Regione Autonoma della Sardegna, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale: perimetri delle aree percorse dal fuoco (CC BY 4.0) · statistica consolidata
- CONAFOR (Comisión Nacional Forestal), estadística de incendios forestales en datos.gob.mx (CC BY 4.0) · statistica consolidata
- UNGRD (Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres), emergencias en datos.gov.co (CC BY 4.0) · registro operativo
- UNGRD (Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres), emergencias 2023-2024 en datos.gov.co (CC BY-SA 4.0) · registro operativo
- UNGRD (Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres), emergencias 2019-2022 en datos.gov.co (CC BY-SA 4.0) · registro operativo
- MITECO, Estadística General de Incendios Forestales (EGIF) · statistica consolidata
Meteo e indice FWI
Il meteo di ogni incendio viene dalla rianalisi ERA5 di Copernicus (celle di 0,25 gradi, circa 25 km), che copre tutto il mondo, nel punto dell’incendio. La leggiamo da una nostra copia dell’archivio di Open-Meteo. ERA5 viene pubblicata con circa 5 giorni di ritardo: per gli incendi più recenti usiamo il modello ECMWF IFS e la scheda lo segnala come provvisorio finché non arriva la rianalisi e il calcolo viene rifatto.
Chiediamo i dati da 60 giorni prima dell’inizio a 10 giorni dopo la fine, e conserviamo la tabella giornaliera fino alla prima pioggia di 1 mm o più dopo l’incendio. Partendo da valori giornalieri, quelli di mezzogiorno richiesti dal FWI vengono approssimati: temperatura massima meno 2,8 °C, umidità minima più 10 punti e 0,73 volte il vento massimo.
Il FWI è l’indice canadese di pericolo di incendio (Van Wagner, 1987), lo stesso usato da EFFIS, con le sue classi. I fattori di durata del giorno seguono fasce di latitudine, perché nell’emisfero sud le stagioni cadano al posto giusto. I suoi codici di umidità si portano dietro la memoria di settimane: se ci sono meno di 30 giorni di dati prima dell’inizio, il FWI non viene pubblicato.
I «giorni senza pioggia» sono i giorni consecutivi con meno di 1 mm prima dell’inizio.
Verifica con la stampa
Gli incendi più grandi vengono verificati con notizie e fonti ufficiali, a partire da quelli più estesi. Se ne occupano assistenti di intelligenza artificiale in due fasi: uno cerca e riassume le fonti, un altro, separatamente, riapre ciascuna fonte per cercare di smentirla.
- Una scheda viene pubblicata solo con almeno due fonti confermate dalla seconda fase, e solo con ciò che quella fase ha confermato.
- La superficie indicata dalla stampa o da un ente si mostra solo se non si discosta più del 25% da quella del satellite: se si discosta di più, di solito è solo una parte dell’incendio.
- Gli altri nomi dell’incendio si riportano solo se la stampa li usa davvero.
Le fonti sono linkate nella scheda con la loro data, così che chiunque possa verificarle.
Controllo di qualità
Ogni notte un processo verifica la coerenza di tutte le schede senza intervento umano: che i comuni sommino quanto il perimetro, che date e giorni tornino, che il rettangolo non sia assurdo, che il comune d’origine sia del paese e figuri tra quelli colpiti, o che il centro non cada su una fonte fissa.
Ciò che rende una scheda fuorviante (luogo, date o fonte sbagliati) è un errore: la scheda resta online con un avviso, ma esce dai motori di ricerca, dalle classifiche, dal feed RSS e dagli elenchi dei maggiori incendi. Ciò che è una lacuna nei dati (niente punti di calore, incrocio con i comuni incompleto) resta un avviso.
Se noti qualcosa che non torna, ogni scheda ha un modulo «Qualcosa non torna?» e puoi anche scriverci.
Limiti noti
- Non è un servizio di emergenza. Un incendio che qui non compare può esistere, e uno indicato come attivo può essere già spento. In caso di pericolo, chiama il numero di emergenza locale.
- Le soglie lasciano fuori gli incendi piccoli, e fuori dall’Europa la soglia è alta.
- I perimetri di GWIS sono ricostruiti dai punti di calore: possono unire fuochi vicini o gonfiare la superficie, e nella stagione in corso continuano ad accumularsi.
- VIIRS ha pixel da 375 m e passa circa sei volte al giorno tra i tre satelliti: nuvole e fumo nascondono il fuoco, e un incendio breve può non lasciare alcun punto di calore.
- Un punto di calore non è un incendio confermato: lo producono anche gli abbruciamenti agricoli e l’industria.
- Le classi di abbruciamento sono ipotesi ragionevoli, non un dato ufficiale.
- L’abbinamento con un registro ufficiale può sbagliare nei complessi di incendi o dove i registri non hanno coordinate.
- Il meteo è quello di una cella di circa 25 km, con valori di mezzogiorno approssimati: non è il vento che soffiava sul fronte dell’incendio.
- Non esistono perimetri EFFIS prima del 2016, e in alcuni paesi il caricamento dello storico non è ancora completo.
Le fonti e le loro licenze sono nelle condizioni d’uso; i dati che elaboriamo si possono riutilizzare tramite l’API.